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"Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie".

È un tempo surreale, incredibile, angosciante. Qui, dalla comunità del CIOFS, da San Saba, con il pensiero, con il lavoro, con la preghiera ci sentiamo continuamente proiettate in tutta l’Italia: collegamenti on line con il Consiglio FIDAE; confronti con il Ciofs scuola, collegamento per la segreteria nazionale MGS; lavori per i progetti del Servizio Civile; assemblea con 60 persone videocollegate per il CIOFS-FP; Giunta PGS; Direttivi on line delle varie Associazioni… e poi lo smart working, le mail… La casa è vuota, il silenzio fa rumore, anche dalla strada arriva solamente il suono delle sirene e, per fortuna, delle campane.

Viene alla mente la lirica di Ungaretti emblema dell’ermetismo: Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie. Precarietà avrebbe dovuto intitolarsi. Ed è questa la sensazione principale ricorrente, in queste settimane terrificanti…
Si sta… in silenzio. Lunghi silenzi di chi ha paura, di chi è attonito, di chi vuole penetrare il significato delle cose.
Si sta… in preghiera. Senza chiedersi se la preghiera di richiesta sia una vera preghiera: si supplica il Signore perché ci liberi dal Covid 19. Si prega con il Papa, con tutta la Chiesa, si prega per gli ammalati, per gli anziani, per i poveri, per i medici e gli infermieri, per le famiglie, i nostri bambini, i nostri ragazzi tutte quelle persone il cui lavoro in questo momento è quanto mai necessario e non ci avevamo mai pensato. Si invoca la liberazione dalla pandemia.
Si sta… in ascolto: della Parola di Dio scritta nella bibbia, e di quella scritta nella vita; ci si ascolta a vicenda per sentire meno la paura; si ascoltano le notizie; si ascoltano le riflessioni, gli approfondimenti, le analisi; si ascoltano le ispirazioni, lo Spirito che parla al nostro cuore.
Si sta… in collegamento, continuamente interconnesse, stupite e impressionate da quanto dipendiamo gli uni dagli altri, convinte che stare a casa, restare distanti sia un gesto di attenzione agli altri.
Si sta… come bambini smarriti, che si aggrappano al Padre perché li conforti, li aiuti, li salvi…
Si sta… come bambini stupiti, che si accorgono di quanto bene l’umanità sappia esprimere, pur nella tragedia e nell’angoscia in cui si trova.
Si sta… in contemplazione, in adorazione, in ringraziamento: quanto diamo tutto per scontato! Assaporiamo la bellezza di ogni dono, apprezziamo tutto e diciamo GRAZIE, per tutto e per sempre. Magnificat!
Si sta… e si spera, si crede, si ama.
Si sta… a guardare: la primavera non sa nulla e continua a sbocciare, il giardino è tutto in fiore, mille colori… l’aria è più pulita, il cielo è terso…
Si sta… rallentando, valorizzando il tempo “morto”, gustando la meditazione, l’adorazione la mattina nella messa del Papa.
Si sta… vivendo davvero la Quaresima con tutti i “senza”, i digiuni, anche della Comunione eucaristica, le assenze che mai avevamo sperimentato tanto seriamente.
Si sta… insieme. E anche questo non l’avevamo mai apprezzato e compreso con tanta intensità.
Tutto questo passerà. Certamente. Ma niente sarà più come prima, con l’aiuto di Dio faremo tesoro di questo tempo… benedetto!

di Manuela Robazza


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