È un tempo surreale, incredibile, angosciante. Qui, dalla comunità del CIOFS, da San Saba, con il pensiero, con il lavoro, con la preghiera ci sentiamo continuamente proiettate in tutta l’Italia: collegamenti on line con il Consiglio FIDAE; confronti con il Ciofs scuola, collegamento per la segreteria nazionale MGS; lavori per i progetti del Servizio Civile; assemblea con 60 persone videocollegate per il CIOFS-FP; Giunta PGS; Direttivi on line delle varie Associazioni… e poi lo smart working, le mail… La casa è vuota, il silenzio fa rumore, anche dalla strada arriva solamente il suono delle sirene e, per fortuna, delle campane.
Si è parlato spesso del ruolo poco significativo dei docenti nella nostra società. Forse è giunto il tempo opportuno per ravvivarlo. Il COVID-19 ci costringe a raggiungere gli alunni a casa, a “fare scuola” in una modalità non elaborata prima, solo immaginata per alcune situazioni “eccellenti”. Alla prima sospensione delle attività didattiche ed educative abbiamo provveduto a mantenere il nostro ruolo di docenti attraverso varie modalità telematiche, dal registro elettronico all’utilizzo di diverse piattaforme digitali, assegnando compiti, esercizi di recupero o di consolidamento, brani da leggere e riassumere, problemi da risolvere, pagine da studiare per successive interrogazioni. A cosa risponde tutto questo?